Walter Policastro - Sociologo - Criminologo

Sociologo – Criminologo

Grazie a studi accademici sostenuti negli anni passati, oggi posso tranquillamente occuparmi di sociologia e criminologia.
Il sociologo si occupa di studiare e valutare il comportamento degli individui all’interno di gruppi e contesti e dell’influenza che questi ultimi esercitano sulla condotta individuale, abbracciando ambiti quali la formazione dei gruppi, le dinamiche che li animano e che tendono a conservarli, ad alterarli o a innescare cambiamenti sociali poiché la società è composta da singoli individui, esiste uno stretto legame tra la struttura sociale nel suo complesso ed il comportamento dei suoi membri. Oggi che ci troviamo di fronte a fenomeni quali il terrorismo, i flussi migratori, l’integrazione di individui in contesti sociali diversi da quelli di appartenenza, la microcriminalità, lo studio sociologico ci aiuta a comprendere.

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Una città, un porto, una nave, un’azienda, una famiglia, rappresentano delle aggregazioni di individui al cui interno si sviluppano delle dinamiche sociali in continua evoluzione che hanno bisogno di essere lette e interpretate.

La criminologia affianca la sociologia nello studio della devianza e si mette a valutare sia comportamenti sociali che individuali.

Il criminologo è un professionista, preparato in modo multidisciplinare, che analizza, studia i comportamenti che hanno una rilevanza sotto il profilo penale nel contesto sociale e individuale in cui maturano o possono potenzialmente maturare.

Pertanto, il campo d’azione multiforme, ma l’oggetto di studio è il fenomeno criminale, i mezzi e le opportunità per prevenirlo o reprimerlo, a seconda dei casi.
La figura del criminologo si è evoluta e ha cambiato forma in relazione all’epoca storica e alla cultura entro cui è inserita. Quindi, non solo le conoscenze criminologiche sono importanti e a supporto dell’investigazione scientifica criminale, ma diventano utili anche nei settori in cui è necessario prevedere dei piani di sicurezza, non solo pubblici, ma anche privati.

Soprattutto dopo il 2001, momento nel quale ci si è scoperti vulnerabili e colpibili, la società occidentale si è trovata a fare i conti sull’insicurezza collettiva e su nuove forme di criminalità imprevedibili e poco conosciute. La percezione della vulnerabilità si allarga a dismisura perché l’incertezza include i territori tipici della quotidianità, come i luoghi di divertimento, i luoghi di lavoro, ma soprattutto le infrastrutture dei trasporti.

Pertanto, in questa nuova complessità sistemica iper-moderna, quando si parla del criminologo (ma anche del sociologo), non solo bisogna tener conto del modello interpretativo che lo orienta, ma è necessario declinarlo in base al contesto lavorativo in cui è chiamato a prestare la propria consulenza professionale. Infatti, può essere chiamato come consulente all’interno di contesti istituzionali, ma anche da aziende private che devono occuparsi di prevenzione/protezione da eventi criminali specifici.