Protezione e sicurezza delle infrastrutture critiche

Nel nostro mondo occidentale lo sviluppo, la sicurezza e la qualità della vita dipendono dal funzionamento continuo e coordinato di un insieme di infrastrutture che, per la loro importanza e strategicità, sono definite “infrastrutture critiche”; queste includono tutti quei servizi essenziali per il benessere della popolazione, la sicurezza nazionale, il buon funzionamento del Paese e la sua crescita economica.

Tutti noi siamo abituati ad un tenore di vita che diamo per scontato e diamo sempre per scontato che, in caso di necessità o di incidente, arrivino i soccorsi.

Riteniamo che la nostra routine sia garantita e che la nostra concentrazione possa interamente focalizzarsi sul come goderne al meglio.

Il sistema elettrico ed energetico, le varie reti di comunicazione, le reti e le infrastrutture di trasporto di persone e merci (aereo, navale, ferroviario e stradale), il sistema sanitario, i circuiti economico finanziari, le reti a supporto del Governo, delle Regioni e degli enti locali, quelle per la gestione delle emergenze ed altre ancora rappresentano la nostra garanzia di vita.

Per ragioni di natura economica, sociale, politica e tecnologica queste infrastrutture sono diventate sempre più complesse ed interdipendenti. Se ciò ha consentito di migliorare la qualità dei servizi erogati e contenerne i costi, ha tuttavia indotto in queste infrastrutture delle nuove ed impreviste vulnerabilità, rischiando di causare reali pericoli per lo sviluppo ed il benessere sociale del Paese, anche a causa delle accresciute minacce legate ai fenomeni climatici, nonché quelle legate alla sicurezza internazionale causate dal problema terrorismo.

Anche in base a questo tipo di considerazioni, negli ultimi anni si è venuta ad affermare l’esigenza di meglio comprendere la reale dipendenza della nostra società da quelle infrastrutture che consentono l’erogazione dei servizi che, se venissero a mancare, comprometterebbero a livelli inaccettabili il nostro benessere quotidiano; la necessità di proteggere la loro esistenza e corretta funzionalità è sinonimo di necessità per evitare lo sconvolgimento della nostra collettività. Non appena si affrontano questi temi in modo scientifico ed organico, ci si accorge dell’estrema complessità e variabilità anche nel breve termine dell’organizzazione della nostra società e, quindi, della criticità delle varie infrastrutture.

Il mondo dei trasporti costituisce il Settore 2 ed è suddiviso in Sottosettori quali i trasporti su strada, i trasporti ferroviari, i trasporti aerei, i trasporti in acque interne ed i trasporti su mare oceano.

Ogni Infrastruttura designata come “critica” ( acronimo ICE) deve disporre di un Piano di Sicurezza e deve nominare un funzionario di collegamento in materia di sicurezza (normalmente un Senior Security Manager) che agisca come punto di contatto per le questioni di sicurezza fra l’ICE e l’Organismo Nazionale competente per la Protezione delle Infrastrutture Critiche.

Lo Stato italiano ha stabilito l’individuazione e la designazione delle infrastrutture critiche europee e la valutazione della necessità di migliorarne la protezione identificandole nei settori dell’energia e dei trasporti.

Ha suddiviso in particolare i settori riguardanti energia e trasporti in sottosettori e per quanto concerne quello dei trasporti in trasporto stradale, trasporto ferroviario, trasporto aereo, vie di navigazione interna e trasporto oceanico, trasporto marittimo a corto raggio e porti. Inoltre lo Stato Italiano estende il concetto al trasporto marittimo a corto raggio ed ai porti, quasi a voler rimarcare concetti già espressi nell’I.S.P.S. Code e nel Programma di Sicurezza Marittima del C.I.S.M.