Walter Policastro - PFSO - Agente di Sicurezza dell’impianto portuale

P.F.S.O. – Agente di Sicurezza dell’impianto portuale

L’agente di sicurezza dell’impianto portuale (port facility security officer o P.F.S.O.), incarico da me ricoperto in vari terminal portuali, è l’ufficiale di sicurezza dell’impianto portuale, designato come responsabile dello sviluppo, della messa in atto e dell’aggiornamento del piano di sicurezza del terminal, nonché per il collegamento con gli ufficiali alla sicurezza delle navi e delle compagnie e incaricato di definire i Port Facility Security Plan tenendo conto dell’analisi dei rischi.

Tutto il sistema della gestione operativa della sicurezza marittima poggia, per quanto riguarda il lato terra, sulla figura del P.F.S.O.

Per essere abilitati a svolgere l’incarico di P.F.S.O. è necessario frequentare un corso di 24 ore tenuto da un istruttore certificato in maritime security alla fine del quale si deve sostenere un esame davanti ad una commissione presieduta da un Ufficiale della Capitaneria di Porto (Autorità Designata), superato il quale si viene abilitati e se ne possono assumere le funzioni se un terminalista procede alla nomina.

Compito del P.F.S.O. è quello di armonizzare tutte le procedure di security contenute nel P.F.S.P. seguendo le linee guida imposte dal P.N.S.M. Devo dire che in realtà la metodologia operativa è molto chiara in quanto tutte queste norme si fondano sugli stessi principi, ovvero: ipotizzare degli scenari (minacce) che prevedano degli attacchi alla struttura; determinare il livello delle conseguenze relative all’impianto e procedere ad attuare delle contromisure sia a livello strutturale che procedurale per ridurre i rischi; molta attenzione viene data alla formazione del personale.

Il tutto si traduce nella redazione di un’analisi dei rischi, nella redazione di un piano di sicurezza contenente misure di mitigazione e procedure in relazione ai rischi individuati nell’analisi e nella formazione specifica delle risorse impiegate con compiti di security.